Chi scrive, è uno dei 16 delegati all’Assemblea Federale FIGC in quota AIC – Assocalciatori per i dilettanti, e si appresta a vivere la sua terza Assemblea elettiva nell’inaspettato spazio di soli 18 mesi.

Era il 5 marzo del 2017, una domenica di vigilia per quella che sarebbe stata la mia prima votazione l’indomani, il 6 marzo. Coinvolto dapprima come candidato nelle liste per i dilettanti e poi come titolare eletto, dal mio più grande e stimato amico calcistico, mi affacciavo timidamente in uno degli spogliatoi più affascinanti della mia carriera, per quanto possa definirsi tale.

Fatto sta che sarei dovuto rimanere in quelle solide mura il tempo di alcune riunioni di “categoria” necessarie a stringerci ancor più vicini nel sentimento della candidatura di Andrea Abodi, all’ora concorrente alla presidenza del febbricitante Tavecchio, poi vincente e riconfermato alla carica.

Il tempo della debacle azzurra relativa alla non qualificazione ai Mondiali di Russia, e ci ritrovammo di nuovo in quel contesto elettivo, ed era il 29 gennaio 2018. Anticamera del ben noto e infelice commissariamento, furono i disperati tentativi di veder spuntare accordi tra le parti tra un’irruzione e l’altra, secondo un andirivieni di “ambasciatori, consiglieri e Sovrani”, i quali nessuno fu in grado di ristabilire gli equilibri di quell’insolito reame calcistico (o di politica calcistica che dir si voglia).

Fatto sta che tutto avrei immaginato (non che non lo abbia sperato) meno che dovermi ripresentare nel giro di pochi mesi, per la terza volta, in quel Castello.

La convocazione è fissata per il 22 ottobre prossimo ed io sarò lì pronto a fare il mio dovere di rappresentanza, nel rispetto di tutti i colleghi che hanno fatto si che mi fosse conferito questo privilegio, del quale non c’è tutt’ora una sufficiente consapevolezza, e di ciò me ne accorgo quotidianamente frequentando da “calciatore” lo spogliatoio “vero” del mio club di militanza calcistica dilettantistica.

Sono pronto. Mentalmente ed emotivamente pronto, nell’assolvere al mio compito, orgoglioso di appartenere alla categoria più coerente e determinata che dimora in quell’Assemblea, e guidati da un uomo che è al tempo stesso significante e significato del concetto di Capitano: Damiano Tommasi.

Sento però che in questa nuova vigilia che ci attende gli scenari siano più complicati. Che quanto accaduto nelle passate “edizioni” abbia lasciato i suoi strascichi strategici e politici, e che si stiano perdendo di vista occasioni di crescita riformistica e progressista condivisa.

Parte da oggi una dieci giorni di avvicinamento a #AssembleaelettivaFIGC, che seguiremo con aggiornamenti e commenti a partire da una disamina puntuale sullo scenario che si prospetta per le componenti federali ai blocchi di partenza, tentando di rimettere insieme i commenti dei più autorevoli media sportivi italiani, mettendoci un “pizzico” appena di CMA.

Foto da www.calcioefinanza.it

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