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Casa Atletico, Madrid in forma con il Club:<<Il calcio si ferma, la vita no!>>. I colchoneros hanno studiato un programma fisico e mentale a domicilio non solo per la prima squadra, ma per tutti i 1600 tesserati ed atleti dell’Academia.

Articolo di Filippo Maria Ricci – Gazzetta dello Sport 21/03/2020

Madrid è la città spagnola più colpita dal coronavirus. È stata la prima a chiudere le scuole, mercoledì 11 marzo, e il calcio si è adattato di conseguenza. Allenamenti sospesi. Per tutti. Le prime squadre, ma anche le varie canteras. Tutti a casa. A cercare di allenarsi, di mantenersi in forma o di rompere il cerchio della noia, a seconda delle età e delle ambizioni sportive.

1600 biancorossi. L’Atletico Madrid deve occuparsi di 1600 persone. Perché ll club dal 2015 ha cambiato completamente struttura e filosofia alla propria cantera, lanciando I’Academia: un progetto affidato ad Emilio Gutierrez e nel quale ha investito anima e corpo Maria Teresa Chirivi, pugliese, da 14 anni all’Atletico. Un progetto unico in Spagna, la cantera che da verticale assume una forma piramidale, con la creazione di 82 squadre: chi nel corso degli anni fatica a tenere il ritmo richiesto dall’ideale progressione verso la prima squadra non viene abbandonato al proprio destino, ma «scala» in orizzontale, continua a vestire la maglia biancorossa in campionati meno esigenti.

Per tutti. La cosa è piaciuta a ragazzi e genitori. E questo senso di appartenenza è alla base anche di quanto sta succedendo in questi giorni durissimi. L’Atietico ha lanciato un massiccio programma di sostegno ai propri atleti e alle loro famiglie, sintonizzandolo a seconda delle varie esigenze. Perché nell’Academia ci sono le ragazze della prima squadra che giocano la Liga come la nostra Elena Linari, i maschi del «filial», la seconda squadra nella quale pesca spesso Simeone, e giù fino al piccoli del «prebenjamin», i bambini del 2014. In primis allenamenti personalizzati preparati in base alle case dei protagonisti, che non hanno i villoni di quelli in Liga. Dieta, peso, esercizi, tutto inviato e monitorato giorno per giorno. Più si scende con l’età più si diversifica il programma.

Testa e fisico. Oltre alla forma si pensa al coinvolgimento, alla cura del sentimento Atletico, all’intrattenimento, all’educazione civica fondamentale in questo periodo di regole e divieti sempre più stretti. Si pensa alle famiglie, che infatti ringraziano, felici. Ai ragazzi vengono chiesti video o audio di telecronache, disegni dl ipotetiche nuove maglie del club, o schizzi e slogan per partecipare a campagne sociali. Vengono inviati trivial sulla storia del club, parole crociate, cruciverba tematici. Cose per far passar loro il tempo. Se hanno bisogno di sostegno per i compiti i tutor dell’Atletico sono a disposizione. E poi c’è la parte atletica: esercizi, prove, test con annesse piccole competizioni. Bisogna mandare i risultati e al’Academia stilano la classifica. «L’attività si è fermata, ma la vita no – dice Marla Teresa Chirivi – Lo spirito dell’Academia è quello di usare lo sport come strumento educativo e formativo e in questo momento di enorme difficoltà il nostro senso di responsabilità sociale, il concetto di famiglia allargata, è ancora più grande. Insieme usciremo da questa crisi, insieme usciremo da casa, in Spagna come in Italia».

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