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La Società pugliese tra calcio e responsabilità sociale si appresta a disputare la sua settima stagione nella massima serie.

E allora? Ve lo abbiamo messo questo tarlo nella testa? 

Mi riferisco, ovviamente,  alle modalità con cui abbiamo chiuso l’ultimo contributo dedicato alla ricostruzione – più che mai priva di pretese e velleità storiografiche, lo ribadiamo – del processo di affermazione del calcio femminile in Italia.

Partiti da un affresco riconducibile agli albori dei primi impulsi degli inizi del ‘900, siamo approdati a ridosso degli anni novanta collezionando aneddoti, date storico-istituzionali di svolta  e “curiosità” imperdibili, che ci hanno consentito di ragionare riguardo la tettonica di un movimento che oggi vive il massimo fermento malgrado l’inevitabile battuta d’arresto evolutiva collegata al COVID-19, nemico pubblico “N.1” dello sport internazionale (e non solo) da febbraio ad oggi, e per chissà quanto altro tempo ancora. 

Oggi faremo un break rispetto al registro solito, perchè in attesa di chiudere definitivamente la rubrica vorremmo dare spazio a quella che consideriamo una delle realtà più virtuose che oggi operano e danno lustro, con grande senso di responsabilità sociale, al calcio femminile in Italia.

Ripartendo dalla Puglia, come lasciato intendere in maggio, parliamo oggi della Associazione Sportiva Dilettantistica PINK SPORT TIME meglio e notoriamente conosciuta come Pink Bari.

Nata nell’agosto del 2001, per iniziativa di un gruppo di ex atlete, con l’obiettivo di valorizzare e diffondere la cultura e la pratica dello sport al femminile, grazie allo sviluppo della “cultura sportiva” la PINK SPORT TIME promuove scopi e finalità sociali al fine di esaltare i valori educativi e formativi collegati alle attività ricreative, garantendo anche nella pratica sportiva pari opportunità e dignità al “mondo femminile”.

A partire dal 2003 con un gruppo di ragazze appena quattordicenni si iscrive al campionato di Serie C Regionale, in 16 stagioni vince 6 campionati, 2 coppe Puglia e si qualifica per ben 5  volte tra le 6 finaliste del campionato Primavera.

Nella stagione 2016/2017 la Pink, con le sue 100 tesserate, diventa la prima Scuola Calcio d’Elitè interamente femminile.

Dopo un lungo cammino di crescita, nella stagione 2017/2018, la Pink riesce finalmente ad approdare nell’ambita serie A.

Un percorso “di successi”, sportivi e soprattutto sociali, caratterizzato dal grande affiatamento delle fondatrici e da una gestazione che come per altre grandi favole del calcio femminile, da una iniziale attività incompleta e romantica, eroica, indipendente, capita che arrivi un momento in cui agganciare l’opportunità di fare squadra in nome di un blasone e di un’identità più “forti”, e ripagare i tanti sforzi fatti per materializzare un sogno con maggiori certezze sportive e manageriali.

Non che siano mancati momenti difficili nel percorso della Pink, i quali hanno comunque contribuito ad intensificarne, dei propri valori, il pigmento. Ripercorriamone il percorso.

Una volta attivata l’ufficiale adesione alla FIGC, iscrittasi alla Serie C del comitato Puglia, al termine della stagione 2006-2007 riuscì a conquistare il primo posto ed accedere alla Serie B, allora terzo livello nella gerarchia del campionato italiano di calcio femminile, nella stagione successiva. La squadra, iscritta al girone E, risultò non all’altezza delle avversarie e chiudendo la stagione al decimo posto non riuscì ad evitare la retrocessione. Tuttavia, già al termine della stagione successiva – quando il format d’iscrizione e partecipazione avrebbe previsto una season serie C congiunta Puglia-Basilicata, riuscì a riconquistare il primo posto in classifica e nuovamente la Serie B.

La stagione 2009-2010 la vide ancora protagonista del girone D, ed anche se con 43 punti non riuscì a sopravanzare il Marsala primo classificato. A completamento dell’organico per la stagione 2010-2011 la Pink Sport Time venne ripescata per disputare il campionato di Serie A2. Iscritta nel girone D, riservato alle formazioni del centro e del meridione, a fine stagione conquistò la salvezza riuscendo a raggiungere, pur totalizzando solo 16 punti, il decimo posto in classifica.

La squadra migliorò le proprie prestazioni di anno in anno, riuscendo nella stagione 2011-2012 a raggiungere il settimo posto nel girone D ed il secondo, sempre nel girone D, al termine del campionato 2012-2013, dietro solo alla Res Roma.

Durante l’estate 2013 venne posta in atto la riforma del campionato femminile, eliminando la Serie A2 e riportando la Serie B al secondo livello. La Pink Sport Time iniziò quindi in Serie B, sempre nel girone D, la stagione 2013-2014, rivelandosi estremamente competitiva, vincendo 19 incontri su 22 e sopravanzando, al termine del campionato, la blasonata Roma di sei punti garantendosi la storica promozione in Serie A!

Grazie a questo risultato, durante l’estate 2014, la dirigenza della Pink trova un accordo sportivo con il presidente del Bari, Gianluca Paparesta, il quale, al fine di valorizzare maggiormente il calcio femminile nel sud Italia e per meglio rappresentare la città nel campionato femminile, autorizza la Pink ad adottare logo e colori sociali del club maschile.

Nonostante ciò, nella stagione 2014-2015, nonostante gli investimenti fatti nell’integrare la rosa con giocatrici di esperienza internazionale, la stagione non decollò e la squadra rimase costantemente nella parte bassa della classifica, e nonostante un buon calciomercato invernale non si riuscì ad evitare il decimo posto e la retrocessione in Serie B. Determinante fu la sconfitta fuori casa per 5-1 con il San Zaccaria, oggi Ravenna Women FC, che la condannò matematicamente alla 24ª giornata.

Tuttavia, prima dell’inizio del campionato, la rinuncia dell’Acese, prima classificata in Serie B, e l’esclusione della Torres per problemi economici, aprirono nuovamente la possibilità di ripescaggio della squadra che, nonostante la società pugliese fosse solo l’ottava in lista, riuscì a ripetere l’esperienza in Serie A anche per la stagione 2015-2016. Nella stagione 2017-2018 la Pink Bari, alla sua seconda partecipazione al campionato di Serie A, riuscì a inanellare quattro vittorie consecutive sul finire del girone d’andata che la portarono a metà classifica. La squadra non riuscì, però, a confermarsi, incassando undici sconfitte consecutive che la portarono nelle ultime posizioni. La vittoria all’ultima giornata di campionato contro il Sassuolo consentì alla Pink Sport Time di affiancare il San Zaccaria in decima posizione, così che si rese necessario disputare uno spareggio per decretare la squadra retrocessa in Serie B e la squadra che sarebbe andata a disputare il play-out. Lo spareggio venne disputato in campo neutro a Montesilvano e vide la Pink prevalere per 3-2, condannando le ravennati alla retrocessione in Serie B. Nel successivo play-out le baresi affrontarono il Pro San Bonifacio, perdente della prima fase dei play-off promozione di Serie B: la sfida venne disputata in campo neutro a Porto Sant’Elpidio e vide la Pink prevalere per 3-1, conquistando la permanenza in massima serie. 

Nella stagione successiva la Pink Bari ottenne la prima vittoria in campionato solo alla sesta giornata, mantenendosi nelle ultime posizioni per tutto il torneo. Nelle ultime giornate del girone di ritorno provò a recuperare su ChievoVerona Valpo e Verona, ma un pareggio con la Roma e la successiva sconfitta casalinga contro il Mozzanica determinarono la retrocessione delle baresi in Serie B. A seguito della rinuncia all’iscrizione in Serie A per la stagione 2019-2020 sia del ChievoVerona Valpo sia del Mozzanica, la Pink Sport Time è stata successivamente ripescata in Serie A assieme all’Orobica dalla FIGC, ed al momento della sospensione del campionato per i motivi noti legati alla pandemia, può definir mantenuta la massima serie a fronte del punto di vantaggio sulle rivali del Tavagnacco, che consolida il terzultimo posto e la permanenza in Serie A.

In attesa delle decisioni ufficiali, la Pink con ogni probabilità si appresterà a disputare la sua settima stagione nella massima serie, con tutte le protagoniste di questa splendida favola italiana ancora saldamente al comando nei ruoli di Responsabile alla comunicazione, all’area medica, Coach e della Presidentessa Alessandra Signorile.

In bocca al lupo, Pink!

Autore

Carlo Alessandri

Ex calciatore professionista. Laureato a pieni voti in Forme e Tecniche dello Spettacolo alla Sapienza di Roma. Dal 2012 al 2017 opera nel settore della produzione e distribuzione cinematografica. Nel 2017 ha conseguito l’Executive Master in Management dello Sport LUISS-CONI. E’ autore – regista di corti, docu e format originali di intrattenimento sui temi Sport ed Esports.

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