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L’opportunità archivistica fra memoria e comunicazione.

 

Lo sport è oggi un’addizione di derivate contemporanee: comunicazione, economia, progresso; eppure, se lo si asciuga delle “umidità moderne” torna ad essere quello che è sempre stato: un fatto sociale. Un’esperienza tenace di vite straordinarie ed ordinarie.

E’ per questo che le pioneristiche esperienze sportive sono oggi dopo anni diventate aziende o multinazionali. Che le storie dietro a quel tempo si sono rapprese divenendo Brand. Al fattore sociale si è semplicemente sommato il valore della longevità. D’altronde quanto costerebbe riprodurre, oggi, il know-how e l’esperienza di un’azienda nello stesso luogo, con le stesse persone?

Anche oggi, in un “tempo immateriale”, la capacità di dimostrare la durabilità nel tempo di un progetto, di un’esperienza, di un Brand coincide con la possibilità di conservare e disporre di oggetti “materiali” che raccontino e confermino quelle storie. Molti lo hanno compreso e hanno iniziato ad investire nella costruzione di musei societari o esperienze comunicative. Ma quanti hanno pensato nel mondo dello sport alla valorizzazione dei propri archivi storici?

Gli archivi sono spesso disponibili, la loro stessa creazione è inevitabile poiché involontaria. Malgrado siano contenitori naturali di storie autoprodotte sono spesso trascurati. Storie che raccontato storie a buon mercato erroneamente trascurate.

Non sto suggerendo al mondo dello sport di investire in un oggetto polveroso né tantomeno di investire in valore culturale, sto suggerendo allo sport di investire sulla propria memoria. L’unico elemento di cui tutti disponiamo e che sommato al tempo rende stabile il profitto e l’idea di sé che si vuole comunicare.

Esistono esperienze incoraggianti in molti altri settori, nel mondo ad esempio gli Archivi sono diventati strumenti di investimento prima ancora che supporto creativo. Gli stessi complessi documentari. Non esistono e non esisteranno mai con buona probabilità esperienze umane in grado di rimanere stabiliti e identiche con il trascorrere del tempo, lo stesso gesto sportivo sarà diverso fra pochi anni, ma comprendere le logiche di rappresentazione e conservazione della memoria, permetteranno sempre ad una realtà di esercitare.

Autore

Massimo Laurenzi

Laureato in Archivistica e Biblioteconomia presso La Sapienza Università di Roma, 
È co-founder di archivitaliani.it, membro del Consiglio Nazionale dell’Associazione Nazionale Archivistica Italiana (ANAI), del Comitato Tecnico Scientifico di Sos Archivi. E’ inoltre membro della redazione de: Il Mondo degli Archivi .
Responsabile tecnico e di progetto, presso Bucap Spa. 
 

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