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L’efficientamento energetico e le lampade a LED sono il traguardo di un percorso…a volte ad ostacoli.

 

La scorsa settimana, vi abbiamo proposto un’interessante News (leggi l’articolo qui) che ci informava come un impianto sportivo è riuscito a “mandare in pensione” le classiche lampade illuminanti dividendo i costi d’investimento con la propria Amministrazione comunale. Un risultato importantissimo per il gestore, dunque, che gli ha garantito:

  • un risparmio economico sia d’investimento che di consumo energetico giornaliero;
  • uno standard illuminotecnico ottimale delle zone sportive, in perfetta armonia con i requisiti richiesti dal CONI.

Grande MOSSA! “Due piccioni con una fava”!

Per arrivare ad ottenere questi due importanti risultati, è essenziale in prima battuta che l’impianto elettrico sia tecnicamente idoneo e, quindi, che non presenti anomalie dal punto di vista normativo e disponga di tutte le certificazioni adeguate.

Per i gestori di impianti sportivi questo si traduce in una semplice condizione: analizzare la propria realtà sotto il profilo tecnico, prima di installare le lampade a LED.

L’efficientamento energetico

Parlare di efficientamento energetico – ovvero: “la capacità di un sistema materiale di ottenere un dato risultato utilizzando meno energia rispetto ad altri sistemi detti a minor efficienza, aumentando generalmente il rendimento e consentendo, dunque, un risparmio energetico ed una riduzione dei costi di esercizio” – significa presupporre che l’impianto sportivo “ospite” disponga di tutti i requisiti ottimali per ricevere gli strumenti che permettono l’efficientamento energetico.

In altre parole: più “l’ospite” è performante e più l’efficientamento energetico si rivela efficace. 

E’ arcinoto che la stragrande maggioranza degli impianti sportivi italiani, presenta al suo interno anomalie strutturali rilevanti.

Per comprendere l’importanza dell’analisi tecnica dell’impianto sportivo, vi riportiamo una case history di una struttura che ci vedeva impegnati in una consulenza gestionale. Il bene immobile in questione disponeva di caratteristiche tecniche normative e manutentive non ottimali per ambire ad un efficientamento energetico.

Il gestore sosteneva i costi dei consumi energetici – delle continue manutenzioni ai corpi illuminanti all’impianto elettrico in generale – per un impatto complessivo pari al 12% del proprio budget di spesa annuale.

A questo “bagno di sangue”, si aggiungeva la non conformità dell’impianto elettrico. Questo, non significa che lo stesso non fosse funzionante, ma che non disponesse delle certificazioni adeguate.

In altre parole funzionava… ma non era sicuro!

Di conseguenza i requisiti necessari richiesti dal CONI venivano ottenuti in modo sempre più difficoltoso.

In questo caso, quindi, non era assolutamente sufficiente smontare e rimontare le nuove lampade. Pertanto, si doveva ricercare e valutare la strategia migliore, per poter predisporre “l’ospite” ad acquisire le lampade, al fine di avere un efficientamento energetico adeguato, il tutto con costi sostenibili e accessibili al gestore.

Le soluzioni adottate

A tal fine è risultato fondamentale il nostro apporto – dove per “nostro apporto” leggasi quello di un consulente esterno specifico sulla materia – che ha indirizzato il gestore nella risoluzione della problematica partendo dall’analisi di quattro aspetti fondamentali: 

  1. analisi delle potenzialità economiche del gestore;
  2. analisi delle esigenze tecniche manutentive;
  3. analisi delle strategie operative, in funzione del risultato delle prime due analisi;
  4. ricerca di una società specializzata in “efficientamento energetico”, per raggiungere l’obiettivo di risparmio ed efficienza.

Una volta individuato il fornitore-partner ideale, in relazione ai parametri di sostenibilità richiesti dal nostro cliente, siamo poi entrati nel merito dell’ottimizzazione vera e propria, mettendo a segno una serie di azioni strategiche.

Nello specifico, abbiamo:

  • analizzato tutti i consumi energetici riportati in bolletta;
  • analizzato l’impianto elettrico esistente in funzione della sua conformità normativa;
  • quantificato economicamente e programmato gli interventi necessari.

Quest’ultimo punto è stato il più significativo, poiché avrebbe richiesto un impegno economico esorbitante da parte del gestore, aggravando significativamente il 12% precedentemente indicato.

La soluzione strategica vincente è stata ottenuta dalle seguenti azioni:

  • spostare la fornitura delle utenze alla società partner, specializzata sia nell’efficientamento energetico, sia nella fornitura di energia elettrica;
  • intervenire manutentivamente sull’impianto elettrico. Questo ha permesso di:
  1. risolvere tutte le anomalie tecniche presenti;
  2. acquisire la certificazione di conformità normativa. 

In questo modo abbiamo predisposto “l’ospite”, rendendolo idoneo a ricevere i nuovi corpi illuminanti;  

  • distribuito i costi di acquisto dei fari a LED e della loro installazione, in un periodo medio lungo, con addebito diretto sulla fattura bimestrale dell’utenza.

I risultati ottenuti

Già dal primo anno, il gestore, è riuscito a sostenere i costi dell’adeguamento normativo, le prime rate dell’acquisto e dell’installazione dei fari a LED. Grazie al risparmio energetico del 40% è riuscito, così, ad ammortizzare i costi ed a mantenere invariato, quel famoso 12% del budget di spesa annuale

Mentre, dal secondo anno, sostenendo solo le rate di acquisto dei fari, il gestore, coprirà tali spese con il 10% del budget annuale. Al termine delle rate dell’acquisto fari, il costo delle utenze rappresenterà il 5% del totale annuo

Quindi, per ottimizzare gli investimenti e abbattere i costi delle utenze, sfruttando l’efficientamento energetico attraverso le lampade a LED, è necessario conoscere nel dettaglio la realtà, studiarla in tutte le sue componenti e valutare una strategia consona alle potenzialità del gestore dell’impianto sportivo.

I benefici dell’intervento, sono sicuramente di tipo economico, ma non dimentichiamoci che l’efficienza energetica permette di ottenere un dato risultato utilizzando meno energia rispetto ad altri sistemi, detti “a minor efficienza”, consentendo, dunque, un risparmio energetico e garantendo un minor impatto ambientale.  

Riassumendo: minore impatto ambientale, diminuzione ed ottimizzazione delle utenze e delle spese annuali, maggiore qualità dell’illuminazione nelle aree sportive ed un sensibile aumento del valore dell’immobile.

Direi che in questo caso, sono stati presi più di due piccioni con una fava. 

PS. Se vuoi avere maggiori informazioni o un parere riguardo “lo stato di salute” del tuo impianto sportivo, contattaci e raccontaci la tua esperienza utilizzando la sezione “contatti” del nostro sito web.

Autore

Alberto Bonomi

Geometra ed ex nuotatore agonista di livello nazionale. E’ stato allenatore, dirigente e coordinatore di centri sportivi, soprattutto natatori. Specializzato come consulente per la riqualifica e manutenzione di impianti sportivi pubblici e privati, materie delle quali è formatore presso la Sezione CONI provinciale di Mantova. Nel 2017 ha conseguito l’Executive Master in Management dello Sport LUISS – CONI.

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