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Quando la sospensione delle competizioni virtuali diventa per assurdo il primo grande punto di contatto fra lo sport tradizionale e gli Esports.

 

Lo avevamo detto prima di tutti (se vuoi rinfrescarti la memoria, fallo qui), annunciandola come legittima e sostenibile alternativa al campionato reale di serie A.

“Al tempo” la massima seria viaggiava neanche troppo lentamente verso la definitiva e totale sospensione – con tanto di alzata di bandiera bianconeroazzurra – alla vigilia dell’oltre modo discusso derby d’Italia svoltosi nel silenzioso e costernato Allianz Stadium. Match che passerà alla storia per il gol-gioiello de La Joya e per l’enorme cartello esposto sulle pareti dello Stadium che recitava “Si prega di mantenere un tono basso della voce in modo da favorire i rumori dei passaggi e delle disposizioni tattiche dei partecipanti” neanche fossimo nella più spettrale (ed originale) delle cattedrali gotiche nord europee del terzo millennio che verrà (riferimenti a cose e “cartelli” sono di pura fantasia dell’autore).

Premessa lunga ed eccessiva, ma quanto mai necessaria a bilanciare la fulmineità con la quale chiude i battenti per “quarantena”, a data da destinarsi, anche la eSerie A TIM, per ‘editto papale’ emesso dalla casa madre Electronic Arts, che ha lasciato letteralmente a bocca aperta tutti i protagonisti di questo grande ed epocale format d’intrattenimento. II colosso canadese, dopo la sospensione del 9 marzo della fase di draft (sempre per via del COVID-19), ha rinviato a data da destinarsi il campionato Italiano di calcio virtuale, che sarebbe dovuto iniziare il 23 marzo.

L’intransigibilità  di EA non ha riguardato soltanto la creatura partorita dalla Lega in partnership con Infront e PGE, ma al fine di “prevenire la salute di giocatori ed organizzatori del torneo” si è estesa alla cancellazione di tantissimi altri eventi previsti tra cui la “Quarantena League”, organizzata dalla redazione del noto programma televisivo “LE IENE” e che avrebbe dovuto vedere la partecipazione della Gialappa’s Band, di Pierluigi Pardo e di ben 32 giocatori (attuali ed ex) di Serie A.

Questa decisione della Electronic Arts mette in grande difficoltà organizzativa quello che era il calendario di tutti gli eventi di FIFA20 da Marzo fino alla fine della stagione, ma data la situazione, ormai mondiale, di emergenza, la decisione sembra quella più ovvia e ragionevole da mettere in atto. Tale evidenza  suggerisce due considerazioni non comuni quando si ha a che fare con il tema Esports.

Prima tra tutte la disponibilità di esperienza.

A differenza dello sport, nessuno di noi in qualsiasi forma può permettersi di appropriarsi – in maniera più o meno organizzata, progettando eventi e format d’intrattenimento attraverso società leader di settore a garanzia della realizzazione e dell’efficienza dell’evento stesso – senza sentirsi fino in fondo indipendenti da quel soggetto che detiene legalmente la proprietà esclusiva del videogioco oggetto dell’evento stesso, in questo caso, sua maestà Electronic Arts.

Altro, fondamentale aspetto, illuminante e decisamente paradossale. 

Questo “DPCM” emesso da parte di Electronic Arts, rappresenta a nostro avviso la più grande manifestazione di aderenza tra sport tradizionali ed Esports fino ad ora avvenuta in Italia da quando si è animato il movimento e l’industria dei videogiochi competitivi, in quanto per la prima volta i principi fondamentali della missione olimpica riguardanti il rispetto della salute degli atleti, viene esteso ad eventuali manifestazioni video ludiche senza distinzione di genere e con le stesse misure di tutela preventiva.

Una considerazione che può apparire marginale rispetto alla maestosità della competizione immaginata (molti degli addetti ai lavori l’hanno addirittura definita “un’occasione persa per la definitiva consacrazione degli Esports in italia!”) ma che come CMA non avremmo di certo potuto trascurare dal nostro punto di vista di promotori del percorso socialmente responsabile che per visione riteniamo necessario al fine di far dialogare gli emisferi dei due movimenti, i quali seppure tangenti sulla linea dell’equatore, continuano a rivolgere le loro ambizioni puntando la rotta su poli opposti di attrazione. 

 

Autore

Carlo Alessandri

Ex calciatore professionista. Laureato a pieni voti in Forme e Tecniche dello Spettacolo alla Sapienza di Roma. Dal 2012 al 2017 opera nel settore della produzione e distribuzione cinematografica. Nel 2017 ha conseguito l’Executive Master in Management dello Sport LUISS-CONI. E’ autore – regista di corti, docu e format originali di intrattenimento sui temi Sport ed Esports.

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